UNA BUONA NOTIZIA

 

In un momento in cui le buone notizie arrivano con il contagocce, in una Europa sempre più dominata dalla peggiore reazione che erige muri anti-migranti, assalta le sedi del movimento operaio, incarcera gli antifascisti, ed altre amenità di uguale tenore, finalmente si assiste ad uno squarcio di sole.

Accade nella Repubblica di Irlanda, Paese dominato dal tradizionalismo legato alla chiesa cristiana cattolica apostolica romana, dove – a seguito del referendum di venerdì venticinque maggio, cade uno dei principali strumenti dell’oscurantismo misogino che da secoli tiene sottomesse le donne.

Fino ad ora, l’interruzione volontaria di gravidanza costituiva reato, ed era punita con il carcere fino a quattordici anni: una assurdità giuridica, contenuta nell’articolo otto della Costituzione, che aveva lo scopo di sancire senza ombra di dubbio la subordinazione dello Stato ai voleri di una istituzione violentemente oscurantista.

Il sessantasette per cento dei votanti si è schierato con il diritto, da parte delle donne, di decidere se continuare o meno a portare avanti una gravidanza, senza dover affrontare un viaggio all’estero per poter esercitare un diritto che il semplice intuito dovrebbe garantire senza condizioni.

Certo, è preoccupante che un terzo degli irlandesi sia contrario ad affrancarsi dal dominio ecclesiastico, ma si tratta comunque di un enorme passo avanti verso l’emancipazione delle masse dell’isola devota a san Patrizio.

 

Bosio (Al), 28 maggio 2018

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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